Fausto Masnada
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January 24, 2025 · News

Il mio secondo Team Training Camp: tra allenamenti, test e alimentazione

Il mio secondo Team Training Camp: tra allenamenti, test e alimentazione

Ciao ragazzi, 

scrivo questi pensieri al termine del mio secondo training camp in Spagna con il nuovo team. 

Sono tante le sensazioni che mi pervadono, tutte positive: adrenalina, entusiasmo, fiducia, determinazione. Anche il corpo ha risposto molto bene agli allenamenti.
Rispetto a quello di dicembre, in questo training camp abbiamo lavorato molto di più sulla quantità di ore in bici, ma senza tralasciare la qualità, trovando un perfetto compromesso tra le parti. 

Sono molto motivato anche per i test sui nuovi materiali, a cui abbiamo dedicato tante ore, esattamente come al posizionamento e ai test della bicicletta a cronometro. Dal bike fitting in hotel con esperti del settore, alla misurazione standard del posizionamento sulla bici, fino al test della posizione in pista, a Valencia, per perfezionare il movimento cercando di trovare un assetto che fosse più aerodinamico possibile.

Il mio inserimento nel team procede nel migliore dei modi, secondo le mie aspettative. 

Proprio come la mia condizione fisica.

Durante il ritiro, particolare attenzione è stata dedicata ai controlli fisici e al monitoraggio di tutti gli aspetti corporei che, come immaginate, rivestono un ruolo centrale per un ciclista professionista. Quest’anno, essendo arrivato in un nuovo team, mi hanno chiesto lo storico delle mie plicometrie, per avere un termine di paragone con il passato. In genere, la misurazione è sempre eseguita dalla stessa persona, per garantire continuità e affidabilità nei risultati, anche se è importante sottolineare come le formule utilizzate e la manualità dell’operatore possano influenzare i valori.

Dalle misurazioni abbiamo constatato che sostanzialmente non ci sono state grandi variazioni. Il mio peso è rimasto uguale a quello di dicembre. Abbiamo inoltre effettuato una bioimpedenziometria (BIA), utile a monitorare non solo la percentuale di massa grassa, ma anche parametri come il grasso viscerale, il metabolismo basale e lo stato di idratazione. La BIA, rispetto alla plicometria, può risentire di maggiori variabili, ma è un ottimo alleato per ottenere un quadro più completo della situazione.

Anche l’alimentazione è un tema sempre attuale durante i training camp. Una dieta equilibrata è la chiave per mantenere il peso ideale senza compromettere la massa magra. La mia alimentazione si basa soprattutto su un modello mediterraneo, ossia su un equilibrio tra carboidrati, proteine e grassi, selezionati in proporzioni adeguate alle esigenze quotidiane. I carboidrati non vengono mai eliminati, nemmeno nei periodi di scarico, poiché rappresentano il carburante essenziale per gli allenamenti e le gare. L’integrazione è altrettanto importante: l’Omega 3 ad esempio è uno dei supplementi che utilizzo regolarmente. 

Nei giorni di allenamento intenso, il rapporto tra carboidrati e proteine viene bilanciato con grande attenzione. Per esempio la quota proteica è calcolata in base al peso corporeo e l’apporto calorico complessivo giornaliero, in questa fase, è sempre inferiore al consumo energetico, mantenendo quindi un deficit controllato. È sempre il nutrizionista a personalizzare la dieta, ma la scelta degli alimenti è lasciata alle mie preferenze, garantendo flessibilità e un miglior approccio mentale. L’unico alimento su cui bisogna essere più accorti sono i dolci. Ma ricordiamoci che non è una fetta di crostata prima o dopo un lungo allenamento ad incidere sulla prestazione, ciò che conta è sempre il bilanciamento tra le parti.

Sono consapevole del fatto che quello del peso corporeo è un tema molto delicato nella società odierna, così come lo è per il ciclismo, uno sport in cui più sei magro, più pedali veloce. Servono molta esperienza e tanta forza mentale per non lasciarsi ossessionare dai numeri sulla bilancia. Per fortuna, con il tempo, ho imparato sempre di più a monitorare il mio peso con equilibrio, senza troppi condizionamenti, consapevole che le fluttuazioni sono quotidiane ma anche passeggere. Da atleta a volte è difficile da accettare, ma l’esperienza aiuta in questo percorso.

Sicuramente è importante avere un buon rapporto con il nutrizionista, una figura decisiva in un team tanto quanto quella del preparatore. Questo aspetto, infatti, spero venga preso sempre di più in esame dai team delle categorie giovanili, affinché inizino a investire seriamente sull’alimentazione. Gli atleti, soprattutto le nuove generazioni, hanno bisogno di supporto e di una cultura della nutrizione per salvaguardare la propria salute e il proprio rendimento. Negli ultimi anni, si è fatta molta strada nella gestione dell’alimentazione, ma è ancora necessario un cambio di mentalità in alcune aree del nostro sport. Per me, questo percorso ha rappresentato una crescita continua, fatta di piccoli aggiustamenti e grandi lezioni, che oggi mi permettono di affrontare ogni stagione con maggiore consapevolezza e serenità.

Tornando al ritiro in Spagna, questo è stato l’ultimo con tutti i miei compagni, visto che da qui in poi la squadra si divide a seconda dei rispettivi impegni. 

Per quanto mi riguarda, sulla mia tabella di marcia ci sono tre settimane al Teide, in altura, dove continuerò il lavoro fatto finora, con focus ancora più specifici. 

In altura mi trovo bene, è una mia tappa abituale prima di ogni stagione.
Il mio fisico trova giovamento, e anche la mia mente.
Mi aiuta a fare vuoto prima del grande pieno. 

Ad oggi sono entusiasta e concentrato, ma anche sereno e positivo.
Ora sotto con l’ultimo sprint prima del via.

Ci vediamo all’”esordio” in Spagna, il 15 febbraio. 

Un abbraccio,

Fausto